lunedì 15 ottobre 2018

Metafora

Oggi più di ieri, del sud e della sua isola più grande questo paese
non può fare a meno.
L’effimero ci prende, ci possiede: la relatività ci permea da secoli…
ve la regaliamo.
E’ un dono prezioso e un punto di riferimento contro l’assolutismo continentale che tutto vorrebbe chiuso in “logiche di mercato”.
Avrei voglia di dire altro ma rimanderò ad una prossima occasione il desiderio di raccontare altro della mia terra
“metafora” dell’Europa come diceva Leonardo Sciascia.

sabato 13 ottobre 2018

Una comune sconfitta

Ho sogni, sogni bellissimi e vasti come il mare,
talmente perfetti da lasciarti sbigottito.
In fondo vivo di sorprese: stare sul web è una di queste.
constatarne i limiti un’altra,
rendersi conto che la volgarità è da ogni parte intorno a noi, e che ogni giorno, inevitabilmente, soffochiamo nell’imbecillità diventa infine
l’inevitabile conclusione.
Io faccio parte di questa comune sconfitta,
che la dichiari in buon italiano e serenamente non ne cambia i connotati,
mi rende solo più ridicolo.

giovedì 11 ottobre 2018

La rappresentanza

Dobbiamo cominciare a ragionare in modo pulito e semplice
sui fondamenti della nostra convivenza sociale e civile,
perchè ogni altra cosa a partire dalla politica nasce da lì.
Sono tutti al nostro servizio e sono troppo pagati.
Se in campagna elettorale affermano certe cose devono assolutamente
metterle in pratica dopo,
altrimenti dimissioni obbligatorie immediate.
Nessuno, nemmeno il signor Presidente della Repubblica, è esente da questi obblighi di decenza umana,
la sua particolare funzione tra l’altro lo obbliga a controllare esattamente questi aspetti della dinamica politica.
Sono tutti al nostro servizio, la cosiddetta
rappresentanza parlamentare
significa questo:
devi fare al nostro posto perchè noi te ne abbiamo dato l’incarico.
SE non lo fai o fai diversamente devi semplicemente sparire.

martedì 9 ottobre 2018

L'opposizione mentale

Sono un vecchissimo sessantottino, sensibile ancora all’istinto della contestazione per motivi “generali”;
ho imparato ( come tutta la mia generazione del resto) a mie spese
quanto sia indispensabile uscire dai lacrimogeni
ed entrare nell’opposizione mentale.
Essa non può prescindere dalla conoscenza storica di questo paese e deve prescindere invece dai “muro contro muro” dettati da
ideologie vissute come assiomi..

domenica 7 ottobre 2018

L’estasi e il sogno prima della fine

Lui scriveva: bene o male scriveva, era molto pieno di sè, riteneva di essere padrone della lingua e di avere, per i casi della vita, molti argomenti al suo arco. Molti leggevano, sì molti si erano voltati perchè la sua età anagrafica era superiore alla media delle sue frequentazioni, perchè era un italiano strano che aveva attraversato luoghi e storie. Lesse anche lei una volta per caso e commentò e lo fece in modo spettacolare, carezzò il suo ego come solo una donna adulta e consapevole poteva fare. Scoprirono alcune assonanze. Poi diventò una sinfonia.
Virtuali come più non potevano essere, disperati come spesso siamo tutti, compirono l’errore di attraversare il confine: una mail privata e poi un numero di telefono. La sinfonia continuò per qualche tempo ma le orchestre erano diverse…lui se ne accorse prima ma era tardi. L’uscita dal teatro suscitò stupore, poi disillusione infine rabbia. Il teatro diventò un campo minato e tutto quello che un blog poteva regalare in termini di fastidio, equivoci e maldicenze lo regalò ai due protagonisti. E’ facilissimo andare a commentare da chi lo commenta. E’ facilissimo commentare al solo scopo di seminare dubbi e maldicenze. E’ persino banale utilizzare il “privato” in pubblico, stendere al sole del web una mail. Distruggere un blog utilizzando una relazione virtuale a scopo contundente è la cosa più facile del mondo : basta volerlo. Lui non scrisse più. Limò e sistemò la sua scrittura negli anni. Chiuse i commenti, poi li moderò, infine li lasciò liberi, ma l’eco dell’antica ferita col suo carico di dubbi segreti e delusioni profonde continua ad arrivare. C’era un blogger che scriveva da sempre e credeva che comunicare fosse vivere…e amare ma l’aver attraversato quel confine gli ha bruciato la fede negli interlocutori. La sua misura adesso se la vive in solitudine, guardingo poichè di lui è stato detto di tutto. Enzo in prigione, gli altri in libera uscita, adesso è finita.

venerdì 5 ottobre 2018

Enzo Rasi

Dire - Non devo dimostrare niente a nessuno- è una frase che lascia il tempo che trova: io voglio altro.
Mi hanno trattato come un povero stronzo analfabeta, un paranoico malato di protagonismo. Ogni volta che sono entrato in certi blog ho preso calci in faccia e sono stato oggetto di commiserazione e compatimento anche da parte di molti lettori di quei blog.
Io scrivo, non meglio e non peggio di molti di voi ma io in rete sono diventato un caso e non era assolutamente mia intenzione.
Questo blog con i suoi post è la mia difesa espressa al di fuori delle polemiche e dei commenti cui siamo tutti abituati. Questo blog è una testimonianza aperta a chiunque vorrà leggerla e tenerne conto. Sono solo testi senza immagini, voglio che l'attenzione non sia distolta da altro, voglio che chi passi da qui si faccia la SUA opinione su quanto di me trova scritto altrove. Io non desidero altro.
Naturalmente non commenterò da nessuna parte, non si pensi che cerco una visibilità a qualsiasi costo a me non interessa niente a molti di voi non so...
I commenti sono liberi così si vedrà di che pasta siete fatti nelle remota ipotesi che qualcuno commenti,