mercoledì 12 luglio 2017

BLOG ROLL AL CONTRARIO

So bene come finirà, non ho alcun dubbio su questo:
non si esce da certe dinamiche relazionali senza pagarne il prezzo.
A volte è alto, molto alto.
Questo blog vivrà ancora a modo suo, così com'è ma deve accettare un silenzio quasi assoluto.
Per lungo tempo non vi scriverò più sopra.
Ho incontrato, commentando normalmente sul blog di Sabina k, la malevolenza gratuita, le lobby chiuse tipiche del web, gli insulti sdegnosi.
Tutto quello che da sempre non sopporto del mondo virtuale.
IL BLOG ROLL AL CONTRARIO non è altro che l'invito a leggere pagine di gente che negli anni si è divertita massacrandomi. Vorrei tanto fossero ripagati con la stessa moneta.
E' incredibile anzi paradossale: ho la nausea da web. 
Detto male ho la nausea dai blogger, insopportabili nella gran parte dei casi. 
Probabilmente dipende tutto da una personalissima nausea verso me stesso. 
Negli anni il distacco tra l'ambiente culturale del sottoscritto e quello generalmente usato da voi si è fatto sempre più netto. Non vi riconosco, del resto non riconosco nemmeno quelli che sembrano più vicini a me. Sono un maledetto solitario. Il blog  dovrebbe essere composto  da SOLI testi, nessuna figurina, l'immaginazione basta e avanza perchè io so scrivere, molti di voi invece no!
Mi fate una grande antipatia: maggiore è la vostra base culturale più siete arroganti e vi credete il sale del mondo, di quale mondo scusate?
 Di quella piccola e stucchevole parte che conoscete...il resto daltronde non vi è mai interessato. 
Il mondo dei blog è solo il succedaneo della cultura UNICA che domina il mondo, non siete diversi, vi somigliate tutti e vi commentate da cretini solo tra voi; circoli chiusi, patentino da radicalchic, carezze dell'ego a gogò.
 Ma non siete stufi?
 Come fate a sopportarvi e a sopportare? 
Scrivo per i fatti miei, per un mio bisogno personale, della vostra opinione non mi frega niente, tenetevela per voi. Scrivo per me e da solo, qui davanti alla pagina bianca ci sono solo io, il mondo è lontano, voi una massa informe sullo sfondo. 
Morirò così ma la luce che ho intravisto quarantanni fa l'ho qui è mia per sempre, posso scriverne o meno, posso distruggere sintatticamente la mia scrittura, annullarla, trasformarla. Faccio ciò che voglio seguendo un filo segreto che conosco solo io. Fondamentalmente vi odio.  Tu nel frattempo guarda i miei geroglifici, avverti il sapore della inutilità. Questa notte come le altre in fila ad attendere un’altra vita e un altro senso. Dopo aver scritto penso sempre che a queste righe non ne potranno seguire altre, che queste righe siano totali e intoccabili, sintesi perfetta della fine e del nuovo inizio: una clessidra e noi polvere là dentro. Questo mi uccide, questo è appunto l’ombra del silenzio per il quale non c’è descrizione possibile. 
Ho provato a pensare di aver scritto ieri o l’altro ieri, poi mi sono perso nell’oggi. 
Ho ucciso il tempo ma esso mi insegue: questo è il suo epitaffio 

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