mercoledì 7 giugno 2017

Il galateo da rete

lunedì 29 maggio 2017lettera-discorso tra due ignobili 
Tempo fa, dopo aver letto e riletto le lodi sperticate rivolte ad uno scrittore americano, (di gran successo e abilissimo nella scrittura a "frasi smozzicate"), tessute da una personcina leggermente supponente, che pensava di poter imparare a scrivere così come si impara a guidare un camion con rimorchio (operazione complessa ma non impossibile, così almeno dicono milioni di autotrasportatori) scrissi ad un amico: Cosa vuoi che ti dica, amico mio? Prova a spiegarlo tu a quelli che hanno bisogno di trovare un senso solido&stolido in ogni cosa, quelli dell’aperitivo in libreria e di interminabili chiacchiere in tema di ultima moda libraria. Prova a spiegarlo tu a questa gente con le giornate tutte piene di cose utili, di pensieri utili, di decisioni decisive, di volontà ferme, di hobby che diventano cause e ruoli da difendere, di compitini fatti per benino. Prova a chiarirlo con questi super man e wonder woman della cultura iniettata a dosi tanto massicce quanto indifferenziate, cos’è davvero la libertà di pensiero. Vedo già le loro espressioni disapprovanti, mentre gli teorizzi una qualità tanto alta ed evoluta della libertà di pensiero da saper ricomprendere giornate con spazi vuoti dal fare, dal teorizzare, dal costruire e dal motivare con senso duro, puro ed ideologicamente corretto. Come gliela racconti a questi l'oscena libertà di pensare senza programmare il fine, il dove e il perché? Prova tu a dire che arte e letteratura non si imparano prendendo lezioni alle scuole guida-di-scrittura, intendo quelle che ti promettono una patente da caso letterario del mese, provaci e nessuno potrà salvarti dai loro strali e dai loro sadici moralismi. Prova a sostenere che il tal santo e venerato libro non ti piace e non ti piacerà mai, o che il tal santo e venerato scrittore, sì, anche quello bello e ricciolino, è un esperto ed affascinante affabulatore, sì, ma alla stessa maniera di un abile venditore di tappeti, tant'è che usa la televisione per srotolare sensualmente romanzi e romanzieri dinanzi ad una torma di femmine accalorate. Ricordo che poco tempo fa, rispondendo ad una domanda su di un libro che mi era piaciuto molto, dissi più o meno questo: “non so dire se si legga di un fiato, ma, di certo, è un libro che si legge "densamente" e si rilegge anche subito dopo averlo finito, attratti dalla voglia di verificare il dettaglio sfuggito, il colore meno evidente che pure sta, va' a vedere in quale minuscola piega di lettura. Non ci troverai dentro una scrittura parca e/o sintetica: non funzionerebbe per descrivere ciò che descrive, per rendere vivo, così come riesce a fare, il mondo del protagonista". E di questi tempi,d'altra parte, amico mio, di scrittura sintetizzante ne trovi ad ogni angolo e non è mica tutta di livello! certo, la sintesi e la velocità attraggono, hai voglia se attraggono! di questi tempi poi! Già, sintesi e velocità sembrano il passaporto sicuro per l’intensità e la veridicità del senso, tant'è che attraggono soprattutto quanti, non volendo o non sapendo impegnarsi in scritture più strutturate, gridano al miracolo, convinti d'aver trovato il distillato purissimo del senso. Ecco, vedi, resistere alle mode o prenderne il buono senza diventare tragici ideologi e forsennati seguaci dell' ultima novità è un’operazione molto pericolosa e rischi di farti molto molto male, di rimanere tagliato fuori dai circuiti modaioli del momento. Ed a quel punto, dimmi, con chi lo andrai a prendere l'aperitivo? con chi mangerai le tartine alici& birignao con il calicetto di prosecchino magro? giusto con un altro come te, un altro ignobile non allineato, ostinatamente aggrappato alla sua sana e imbecillissima ingenuità intellettuale...lo so, lo so, tempo fa l'avremmo chiamata onestà intellettuale, ma ora non possiamo più permettercelo, amico mio...onestà-onestà-onestà si grida solo nei cortei e l'aggettivo intellettuale ormai puzza tragicamente di perversione. Pubblicato da Sabina_K a lunedì, maggio 29, 2017 Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su Pinterest Etichette: antidoti, belvario, conversazioni e corrispondenze, vuoti da perdere 15 commenti:
 iacoponivincenzo29 maggio 2017 18:58 Quanto mi piace sto post, ma quanto mi piace sto post, ma quanto ti abbraccerei per questo post, e così via finché ti va di farti fare complimenti, però ti avverto che ho già finito. Vabbè, però sto post mi piace proprio tanto. Hör Mal zu, meine liebe Freundin, wir sind zuhause zwischen uns, dann kann ich mit meine ganz Freiheit un Frescheit reden, OK? Penso, o meglio vorrei che così fosse, che tu alluda ad una personcina che io conosco tanto benissimo assai, tipo fasso tutto mi, te insegno come se scribacchia un libro che vende 100.000 copie in due settimane, e che poi resta negli annali a perenne ricordo. A proposito mi pare di avertelo già recentemente detto, ma io nel 1972 con una patente militare da autista di carro armato e camion con rimorchio, che mai avevo guidato, solo visto guidare, patente trascritta sulla mia patente civile e tradotta MALE in tedesco con un piccolo errorino: io potevo guidare fino a 80 quintali e quelli ci misero uno zero in più, cioè fino a 800 quintali e cioè 80 tonnellate, e quando fui alla guida del mostro snodabile me la feci quasi sotto, ma non mi persi e di qui a Lissabon avevo straimparato, per rispondere al tuo quesito. Sì se hai le palle lo porti un TIR dopo due giorni senza sbavature, ma per acquisire tranquillità ti occorrono più di duemila chilometri, credimi. Però nessuno ti può insegnare a scrivere con un corso magari accelerato. Le poesie sono spontanee, basta una parola, un concetto e nasce un'idea. Ti occorrerà aver frequentato studi classici ed avere letto Dante, Petrarca, Ariosto, Carducci, Leopardi, Foscolo, Montale, Ungaretti, Baudelaire, Mallarmé et similia per poter tentare di TROVARE la TUA strada, senza scopiazzare. Ma per scrivere un romanzo, come lo chiamano pomposamente, di formazione occorre molto di più. Mai impantanarsi nelle mode del cavolozzo fritto, mai seguire come un idiota quelli che hanno avuto rapidamete successo, per lo più è gente cui gli editor hanno riscritto tutto il romanzo. Può anche darsi che tu hai del geniaccio, ma se non hai le basi, se non sai come distribuire il tuo materiale farai di sicuro una gran pizza illegibile. Vedi non sto parlando di stile ma mi sono fermato al contenuto. E come lo cominci? Come catturi l'attenzione del tuo lettore? Vome lo infili con tutte le scarpe dentro la tua storia? Che se poi ti metti a pensare a questo come uestione primaria, allora è sicuro che produrrai una cagata. Studia nei dettagli personaggio dopo personaggio, quindi tutti. Ambienta la tua storia in un ambiente che conosci perfettamente, perché se tu sei veneziana e lo ambienti a Torino dove magari sei stata un paio di giorni non avrai avuto il tempo di assorbire il calore e il colore di quella città. E allora ambientalo a Venezia e non correrari rischi. Ho reso l'idea? Poi entra in ogni personaggio anima e corpo, cambia anche il linguaggio perché nessuno parla come un altro, insomma cura tutti i particolari e poi usa il mio metodo che mi sembra buono, cioè non descrvere minutamente questi personaggi. LASCIA ad ogni lettore la possibilità di immaginarselo come gli pare...così gli consentirai di entrare dentro il personaggio e quindi nella storia senza che se ne renda conto. Sai quando un romanzo è scritto bene? Quando tu ogni tanto guardi quante pagine sono ancora rimaste da leggere e ti rammarichi che stia finendo. Arrivato alla fine te lo rivai a rileggere qua e là. Allora hai fra le mani un bel libro. Devi solo cercare di scriverne uno tu così. Tu potresti, anche se un post in un blog non è un romanzo, ma si comincia così. Beh adesso ti lascio in pace. Se vuoi scrivere un romanzo scegli una storia non troppo complicata, senza alchimie e senza voler scrivere il capolavoro del millennio. Solo coraggio e determinazione. E mentre lo scrivi non ti inquinare le idee leggendo altri. Durante la fase creativa concentrati solo sulla tua storia ed abbi fiducia in te. Tschüss und nicht vergessen: Du solltest nie vertrauen wen für Deine Arbeit große Augen macht. Der will Dich verarchen. Ciao. Rispondi Risposte Sabina_K30 maggio 2017 10:15 Sempre parlando zu Hause e zwischen uns, credo di aver capito a chi ti riferisci, credo, ma non è la stessa personcina cui mi riferisco io: la mia personcina è ormai fuori da anni dal circuito-blogger, ma amava imperversare con le sue sentenze in ogni dove, spesso criticando addirittura l'argomento dei post altrui! Il problema di certa klein Leute è l'eccesso tossico di Anmaßung, il credersi arbitro e giudice di qualunque tema, sentendosi sempre un gradino più su degli altri per conoscenza e capacità critica. Ho letto roba da non credere in giro per il web, tipo una che ogni tanto concludeva perentoriamente un post scrivendo più o meno così: "non vi permettete di criticarmi, perché ci ho messo tanto impegno a scrivere quel che ho scritto e- sottinteso, ma non troppo- il mio impegno è sacro!" p.s.: ho qualche dubbio sulla seconda frase in tedesco "Du solltest nie vertrauen wen für Deine Arbeit große Augen macht. Der will Dich verarchen", soprattutto sulla seconda parte...vienimi in soccorso, anche riscrivendolo in tedesco, eh! lo sai che ci tengo! p.p.s.: già qualcuno, tempo fa, mi ha detto che potrei scrivere un libro, anzi, sosteneva che lo stessi già facendo...ma giuro che no! grazie, comunque e sempre, mein Freund.
iacoponivincenzo30 maggio 2017 10:49 Non conosco proprio la "personcina" di cui parli, mentre tu hai capito perfettamente di chi parlavo io. La mia seconda frase in teutonico era chiarissima, non nascondeva angoli bui. Comunque il significato letterale è: diffida di chi spalanca gli occhioni per quello che scriverai tu -sta tranquilla ce ne saranno a bizeffe- perché tanti di quelli wollen Dich verarschen, ti vogliono prendere per il culo. Per invidia, per cattiveria, per pochezza, per la miseria della loro anime, scegli tu ma stai tranquilla che ci vai solamente vicino, sono sempre molto peggiori di quanto pensi. Ciao, buona salute e tanta voglia di scrivere.
Sabina_K30 maggio 2017 15:22 ...und ich danke dir für diesen Wunsch Rispondi
Daniele Verzetti il Rockpoeta®30 maggio 2017 09:00 Velocità ed estrema sintesi con fotina allegata sono quasi un must oggi. Ma la vera cultura e la vera sensibilità ed il vero talento sono altro e si trovano altrove come hai scritto tu e come ha anche molto bene espresso Vincenzo nel suo commento. Rispondi Risposte
Sabina_K30 maggio 2017 10:16 Mannaggia, siamo sempre di meno a pensarla così, @Daniele... Rispondi
oblivious31 maggio 2017 06:54 Accetto quanto hai scritto. Meno il modo in cui lo hai scritto perché troppo vicino a quella perversione radical chic che confuti. Certo il modo potrebbe nascondere un sottilissimo sarcasmo ma, credimi, l'intellettuale snob cui fai riferimento non lo capirebbe, quello è sempre convinto di stare su un piano superiore e di essere inattaccabile. Mi sono rifiutato di usare il traduttore Google per la frase in tedesco di Jacoponi, io scrivo e parlo in italiano. Concordo pienamente che per scrivere un romanzo ci vuol ben altro di un corso sulla scrittura creativa o meno in rete, ho trovato negli anni, passeggiando per blog, alcune pregevoli presenze certamente letterarie ( Verzetti per es) in maggior numero porti piuttosto che romanzieri ma vorrei conoscere la tua opinione su un campo specifico: la scrittura sui blog in genere. RispondiElimina Risposte Daniele Verzetti il Rockpoeta®31 maggio 2017 07:51 Ti ringrazio per la citazione ne sono onorato.
Sabina_K31 maggio 2017 19:35 caro "oblivious", ti rispondo punto-punto: 1) ho scritto volutamente a quel modo o, per dirla più chiaramente, "ho rifatto il verso a "l'intellettuale snob" e poco o nulla mi importa che quel tipo di persona/e comprenda il mio "sarcasmo"; 2) nessuno ti chiede di capire e/o scrivere in tedesco mentre io, qui, fino a prova contraria, sono libera di scrivere anche in tedesco, approfittando di Vincenzo, che in Germania ci vive da anni e con il quale mi diverto a rinfrescare la memoria di una lingua che amo e che posso usare raramente. Infine, se temi che le frasi scambiate in tedesco possano nascondere riferimenti poco piacevoli ad altri, sta' tranquillo: non è nelle mie abitudini; 3)non esprimo opinioni sul mondo dei blog, se non ho motivazioni precise per farlo, e neanche mi metto a stilare giudizi su stili, personaggi e personagggetti, per dirla alla Crozza/De Luca: non ho bisogno/voglia/tempo di organizzare forum su quest'argomento; 4) mi ritrovi qui con un altro nome e con un altro blog, ma io so bene con chi sto parlando. Sai, tra i miei tanti difetti c'è quello di voler mantenere ferma la parola fine, di sicuro quando arrivo al punto di non ritorno con qualcuno. Mi è accaduto raramente, perché non sono una che si lancia "a missile" facilmente contro nessuno, a meno che non mi si provochi (ripetutamente). Infine, la frase che introduce lo spazio ai commenti su questo blog nasce proprio da certe spiacevoli incursioni condotte sul mio precedente blog da personaggi, che, per pura carità, mi limito a definire "singolari": penso tu possa cogliere appieno il riferimento. Mi spiace, ma questa, pessima e testarda, sono io.
iacoponivincenzo2 giugno 2017 11:55 Oblivivious, visto che parli e scrivi in italiano perché latineggi col tuo nome? Io invece parlo e scrivo in italiano e con Sabina qualcosetta di tedesco, non per fare il saputello, ma perché lei è d'accordo. Non ci conosciamo ma io sono diretto e chiaro. Scrivo quel che voglio e me ne impipo se qualcuno ostentando puzza sotto il naso non usa il traduttore google per capire ciò che scrivo, tanto più che subito dopo a gentile richiesta di Sabina io le ho dato la traduzione. Ancora una: se sei così precisin dei precisini allora leggi bene il mio nome, ché Iacoponi si scrive con la i di Imola, essendo la jot una consonante non italiana.
Rispondi oblivious31 maggio 2017 22:11 Punto per punto...Uhm. Ma perché tutta questa aggressività? Per giunta nei miei confronti visto che dici di conoscermi bene. Non mi pare di aver offeso qualcuno o aver provato a cercare la tua libertà espressiva. Ti ho fatto una domanda, normalissima che secondo me scaturisce naturalmente dal tuo post. Non capisco: non ti conosco così bene per definirti pessima o testarda e non vedo di cosa dovresti dispiaceri con me. Certamente non di non conoscere il tedesco.
 RispondiElimina Sabina_K1 giugno 2017 06:55 Hai ragione, hai perfettamente ragione, sono aggressiva, intemperante e ogni tanto mi scappa pure qualche frase in tedesco...
Rispondi oblivious1 giugno 2017 08:20 Ho sempre detto e scritto che un blog NON è una chat, che le chat non le digerisco e che se commento ( sempre meno) non lo faccio per "presenziare". Detto ciò io penso di non meritare nè la prima nè questa seconda risposta che somiglia tanto ad un vaffanculo trasposto. Se sei aggressiva e intemperante con me,visto il mio primo intervento, lo sei in modo gratuito. Potevi non pubblicare il mio intervento (così come credo non pubblicherai questo) e non utilizzare il mio nome e la mia persona per una filippica che non mi tocca. Io non ho ragione, in queste dinamiche bloggarole da due soldi abbiamo entrambi torto, siamo entrambi sconfitti cara Sabina K. Ich hoffe, dass das Leben Sabina lächeln, genießen Sie Ihre Gruppe von Leuchten gebildet und intelligent. Ich werde Sie nicht mehr stören Ihr Wohnzimmer. RispondiElimina Risposte
iacoponivincenzo2 giugno 2017 12:14 Scusa Sabina, ma questo vuole entrambi verarschen, permettimi por favor. Amico, continua a scrivere in italiano dove almeno non fai errori da analfabeta. Il traduttore google è una chiavica, traduce come un italiano senza cultura alcuna appena arrivato in questa terra, che si scrive la traduzione letterale sul palmo della mano. Dovevi scrivere così: "Ich hoffe, Sabina, daß Dir das Leben lächeln wird, genieße Deinen ausgebildete un intelligente Leute ( e non Leuchten che significa lume). Ich werde nie wieder Deine Ruhe stören". Bedanke dich nicht, das war eine kostenlose Lehrestunde.
 Sabina_K2 giugno 2017 14:50 @Vincenzo, non te la prendere, credimi, io conosco bene chi si cela dietro il nome "oblivius", così come lui sa bene chi sono io. Sai, sono storie vecchie, accadute su di un mio blog precedente, dove mi ha fatto piovere, più e più volte, commenti molesti di personaggi a lui legati,che non ti sto a dire: è questo il motivo della mia chiusura, che lui definisce "aggressiva". Pertanto, chiudiamola qui, davvero non merita tanta attenzione, fidati. A presto


Questa è la rete, un certo tipo di rete. Compagnucci che si difendono l'un con l'altro ma da cosa poi?
Un post, interessante ma scritto in modo "acido" e una serie di commenti.
Poi il mio che non sapevo assolutamente chi si celasse dietro il nick Sabina K. Dico alcune cose, le ritenete offensive? Leggete prego il mio commento: c'è solo un piccolo fastidio nel leggere in tedesco, lingua che mi è ostica e incomprensibile, nient'altro. Inoltre c'è pure un apprezzamento sincero "en passant" per Verzetti che ringrazia.
Risponde la proprietaria del blog, risponde e attacca! Perchè? perchè lei mi conosce, signori e signore mi conosce!!?? Siamo amici, amanti , compagni da secoli eccome no. Mi conosce Sabina e fa capire agli altri quantoo io sia poco credibile e pericoloso per vecchie storie che lei sa e voi no.
Stupisco.  Chi è mai Sabina?
Nell a serie di commenti ve ne è poi uno aggiunto il giorno dopo in cui Iacoponi con la I e non con la J. ride di me che senza dubbio non merito tanta attenzione come afferma la simpatica Sabina.
Io devo aver scritto cose veramente terribili si quel blog, cose da denuncia perchè è evidente che invece gli insulti e gli sfottò gratuiti verso di me sono onorevoli e DOVUTI. Perchè cari blogger io sono capace di " far piovere, più e più volte, commenti molesti di personaggi a lui legati,che non ti sto a dire". Ed è così che finalmente capisco chi è Sabina e prima mi immalinconisco poi, causa simpatico siparietto con Iacoponi con la J, mi arrabbio di brutto.
Appare un secondo post ( quello con un siparietto più articolato), il post viene privato dei commenti da Sabina e i commenti chiusi.
Questa è la rete che non ho mai sopportato, quella di chi non sa vedere e si fa forte del gruppo. Questi signori se non la smettono vedranno spesso i miei commenti sulle loro pagine perchè io non intendo essere sfottuto da gente che non conosco e senza motivo. Io NON VI CONOSCO siete voi che con l'arroganza tipica dei saputelli affermate di conoscermi.
E' vero sono fuori dal giro dei blog, sto per i fatti miei. Fatevi i vostri e non usatemi. Non abbiamo bisogno gli uni degli altri, io certamente non ho nulla da spartire con voi. Io scrivo. Sul serio.

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